MEETING SULLA PSICOTERAPIA

www.fenorabia-group-europe.it  www.psicologia-dinamica.it 
www.dynamic-psychology.eu  www.psychonline.it 



Sul 3° MEETING SULLA PSICOTERAPIA Webinar 26-27 Giugno  2021 
di Alfredo Anania


Questa mia riflessione, necessariamente sintetica, a seguito delle due Giornate del 3° Meeting sulla Psicoterapia appena conclusosi, vuole mettere in luce alcuni aspetti, a mio parere fondamentali, emersi dall’evento del quale stiamo trattando. Chiedo venia per l’inevitabile incompletezza del report che segue, ma mi farebbe piacere che innanzitutto i Relatori intervengano con una integrazione, un commento o una focalizzazione. Avrò cura di pubblicare questi contributi sui due siti web:
www.meetingsullapsicoterapia.it, e su www.psicologia-dinamica.it. L’indirizzo email è anania.fenorabia@psicologia-dinamica.it.

a) Il contesto

Scopro sempre più interessante lo strumento del webinar per realizzare eventi scientifici e culturali per il semplice fatto che lo trovo più dinamico e interattivo rispetto ai momenti convegnistici  classici nei quali solitamente viene abbassata la luce in sala e il relatore legge quello cha ha già predisposto nel proprio power-point togliendo vivacità all’intervento.

Inoltre, lo strumento webinar mi ha permesso, in epoca covid-19, il regolare svolgimento degli eventi senza rinvii a date altrettanto insicure. 

b) Le Presenze

Nel periodo meno indicato, dato che il webinar si svolgeva nel primo week-end di riapertura della nazione agli spostamenti anche da una regione all’altra, dopo le gravi e prolungate restrizioni dovute alla pandemia, abbiamo registrato la piena disponibilità a intervenire da parte di autorevoli Esponenti sia di Scuole di Formazione sia di interessanti Modelli Operativi.

c) Il Clima

Non so bene il motivo ma nei webinar sinora da noi sinora organizzati si respira in genere un clima empatico abbastanza interessante, un caloroso scambio tra i Relatori a me pare distante dalla cordiale ma un pò austera atmosfera che caratterizza gli abituali incontri scientifici.  

d) Le sessioni

In occasione del 3° Meeting sulla Psicoterapia abbiamo escluso anche per ragioni di tempo le sessioni riservate a modelli operativi eterodossi comunque comportanti una relazione d’Aiuto.  Abbiamo invece introdotto La Psicoterapia nel Lavoro D’Équipe Pluridisciplinare.

1) Le Scuole di Specializzazione in Psicoterapia

È stata una sessione di alto tenore per diversi motivi: per l’avvenuto scambio tra scuole di Specializzazione di diverso indirizzo che si conoscevano di fama ma che non avevano mai avuto modo di incontrarsi tra loro realmente, per l’intensa interazione pluripersonale raggiunta e, pertanto, per la piacevolezza della sessione.

Abbiamo avuto anche la fortuna di poterci giovare dell’esperienza e delle considerazioni del Prof. Ezio Benelli, anche quale Membro della Commissione Scuole di Psicoterapia del MIUR.
Il Prof. Benelli ha sottolineato il maggiore rigore del MIUR nell’approvare Nuove Scuole di Specializzazione in Psicoterapia e nel limitare l’apertura di Nuove Sedi relativamente alle Scuole già esistenti. Già l’anno scorso Benelli aveva reso noto che il MIUR aveva istituito una specifica Commissione “al fine di riordinare tutto il variegato pool di Scuole di Psicoterapia il cui numero appare eccessivo, frastagliato nella moltitudine di indirizzi e in diversi casi senza grande capacità di sostenersi economicamente per l’esiguo numero di iscritti” (dalla sintesi da me pubblicata. relativamente al 2° Meeting sulla Psicoterapia Webinar in data 13-14 Giugno 2020 sui siti
www.meetingsullapsicoterapia.it, e su www.psicologia-dinamica.it e sulla mia pagina Facebook “Meeting sulla Psicoterapia”.

 

Il Prof. Gianfranco Buffardi ha illustrato i caposaldi della Scuola di Psicoterapia neoEsistenziale SPEs. La Psicoterapia neoEsistenziale è una moderna metodologia tra quelle afferenti al World Comitee Existential Therapy ed’ è stata promossa in Italia dal 1988 dall’Istituto di Scienze Umane ed Esistenziali di Aversa. La terapia esistenziale è un approccio che si occupa principalmente (ma non esclusivamente) di persone che soffrono o sono in crisi. Consiste generalmente in un'esplorazione di supporto e collaborativa del mondo esperienziale relativamente alle persone richiedenti una psicoterapia e pone un'importanza primaria sulla natura e sulla qualità della relazione terapeutica qui e ora, nonché sull'esplorazione delle relazioni tra l’individuo e il suo mondo esterno. In linea con il suo forte fondamento filosofico, la terapia esistenziale prende la condizione umana stessa - in tutte le sue miriadi di sfaccettature, dal tragico al meraviglioso, dall'orribile al bello, dal materiale allo spirituale - come suo punto focale. Inoltre, considera tutta l'esperienza umana come intrinsecamente inseparabile dal fondamento dell'esistenza, o “essere-nel-mondo”, a cui ciascuno partecipa di continuo.

 

Il Prof. Giuseppe Rombolà Corsini, attraverso un articolato intervento ricco di elementi psicodinamici, ha esposto l’orientamento didattico sviluppato dalla Scuola di Psicoterapia Erich Fromm che costituisce un punto di riferimento per i laureati in medicina e psicologia che desiderino specializzarsi nel campo della Psicoterapia a Orientamento Psicoanalitico Interpersonale Umanistico, formandosi all’intervento clinico individuale e di gruppo. La scuola propone un intenso scambio tra il modello clinico-medico e il modello umanistico predisponendo all’uopo una serie di moduli trasversali che danno possibilità allo specializzando di scegliere il percorso formativo in base alle proprie inclinazioni: Gruppi Balint: supervisione di casi clinici; Training di Psicodinamiche di Gruppo e Psicodramma; Aula Clinica: i maestri della psicoanalisi a confronto; Angulus: prospettiva sapienziale, simbolica, ermeneutica. Arte, letteratura, filosofia, cinema, una osmosi di amore con la psicoanalisi; Setting liquidi: intervenire con le nuove patologie e nella contemporaneità; Epochè: tecniche di colloquio clinico interpersonale; Hippocampus: neuroscienze e neuropsicoanalisi; Fenomenologia; Psicodiagnostica per Psicoterapia; Seminario Residenziale.

 

Il Prof. Marco Iacono ha messo in evidenza come la Psicologia Funzionale, o Neo-Funzionalismo, nasca negli anni 80 ad opera dello psicoterapeuta Luciano Rispoli il quale ha realizzato una rielaborazione integrata dei contributi delle teorie del Sé, delle formulazioni del primo funzionalismo della scuola di Chicago, delle teorie sull’identità funzionale tra mente e corpo di Wilhelm Reich e dei suoi successori. La Scuola Europea di Formazione in Psicoterapia Funzionale – SEF si rifà anche ai più recenti apporti della psicobiologia, della neurofisiologia e delle neuroscienze, con una grande attenzione anche alle scoperte più avanzate relative allo sviluppo infantile sin dai primissimi anni di vita ed anche dalla fase prenatale. Iacono ha chiarito che la Psicologia Funzionale si fonda su una visione della unitarietà della persona attraverso le sue diverse funzioni (che non sono “parti”) relative a tutti i processi psico-corporei dell’organismo e che concorrono in modo paritetico a costituire il Sé concepito non come una struttura ma come una organizzazione di funzioni (razionalità, ricordi, fantasie, emozioni, ma anche movimenti, forma del corpo, posture, nonché sistemi e apparati fisiologici e neurovegetativi

 

Il Prof.  Pier Luigi Lattuada ha illustrato come la Scuola di Formazione in Psicoterapia Transpersonale ha le sue origini nell'Associazione per la Medicina e la Psicologia Transpersonale (OM) fondata nel 1982 da Marlene Silveira e Pier Luigi Lattuada con l'obiettivo di sviluppare l'approccio umanistico e transpersonale nel campo della salute, del benessere psicofisico e dell'evoluzione personale. Il termine Transpersonale viene inteso come aree della realtà psichica che si estendono oltre l'identificazione con la personalità individuale, pertanto l'approccio riguarda anche lo studio e la cultura della spiritualità, il risveglio della natura intima di ogni individuo e delle sue qualità umane più genuine. La Psicoterapia Tranpersonale adotta la metodologia Biotransenergetica elaborata da Pier Luigi Lattuada al fine di aiutare la persona a realizzare il proprio Sé anche attraverso un’esperienza interiore di tipo trascendente. 

 

La Prof.ssa Roberta Senese ha descritto i principi teorico-clinici ai quali si rifà la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Strategica ad Orientamento Neuroscientifico che sviluppa il modello strategico ericksoniano integrandolo con la genomica psicosociale di Ernest Lawrence Rossi teso a dimostrare come la psicoterapia possa modulare l’espressione genica, affrontando sia disturbi di natura psicologica, sia disturbi organici, in collaborazione con la medicina. Psicoterapia strategica significa la ricerca di una terapia specifica per ogni individuo: le persone hanno una propria storia, hanno fatto proprie esperienze, hanno dei propri vissuti: anche di fronte ad una stessa sintomatologia, mostrano delle differenze, un proprio approccio alla patologia. Di conseguenza il terapeuta strategico impara a calibrare l’intervento specifico con le tecniche più adatte per ogni paziente.  

Ringrazio sentitamente il Dr. Alberto Di Girolamo, Presidente dell’Associazione Medico-Chirurgica Lilybetana, per il suo prezioso Saluto in apertura di sessione. Mi piace ricordare che oltre ad essere valente cardiologo, già Primario del prestigioso reparto di Cardiologia dell’Ospedale Civile di Trapani, il Dr. Di Girolamo è stato recentemente Sindaco di Marsala e questa veste di medico e di uomo politico lo rende attento sia ai problemi relativi alla sanità che ai problemi sociali. Si è fermato a lungo con noi e l’ho sentito pienamente partecipe del nostro webinar specialistico.   

 

2) Formazione e Psicoterapie di Gruppo (dimostrazioni applicative)

Come l’anno scorso mi sono cimentato in una conduzione sperimentale (dato il setting di videoconferenza) di conduzione di Gruppo Balint che notoriamente richiede un’adeguata formazione alla conduzione. Io personalmente mi sono formato nella seconda metà degli anni settanta con i Seminari di Formazione sul metodo Balint organizzati dalla SIMP (Società Italiana di Medicina Psicosomatica) e condotti dal Dr. Michel Sapir e dal Prof. Luban Plozza. È stata per me formativa anche la partecipazione ad alcuni eventi internazionali sui Gruppi Balint; mi sono rimasti impressi due straordinari convegni in quel periodo: uno tenutosi a Monte Verità (Ascona CH) e l’alto a Bruxelles. Il Gruppo Balint è notoriamente un gruppo centrato sulla relazione d’oggetto professionale e, pertanto, non comporta alcuna “psicoanalisi” dell’operatore ma analizza  unicamente la sua relazione terapeutica con il paziente a partire dalla esposizione di un caso. È stato molto interessante in occasione del nostro meeting il caso esposto dallo Specializzando Dott. Maurizio Battistini. 

 

Non c’è stato né il tempo né il numero sufficiente di partecipanti per la dimostrazione in webinar del Gruppo Esperienziale Bioniano che è un gruppo autocentrato sull’esperienza che i partecipanti fanno del gruppo e di se stessi nel gruppo quale contesto collettivo. È esclusa la benché minima “psicoanalisi” dell’individuo in gruppo come invece avviene nella Gruppoanalisi. Anche per questo modello è necessario che il conduttore abbia completato uno specifico adeguato percorso formativo. Personalmente ho avuto la fortuna di partecipare nella seconda metà degli anni ottanta nel Centro Ricerche di Gruppo di via Notarbartolo in Palermo al Gruppo Esperienziale condotto dal Dr. Francesco Corrao, a mio giudizio il più grande interprete di Bion e non solo in Italia. Del primo Gruppo Esperienziale Bioniano da me condotto in webinar un breve report lo si può trovare nel sito www.meetingsullapsicoterapia.it.

3) La Psicoterapia Online  
Personalmente è dal 2014, pertanto in epoca precovid-19, che ho realizzato un mio sito per la psicoterapia online che ho chiamato
psychonline.it anche perché a mio parere anche in campo psicoterapeutico, non solo in campo farmacologico e nel campo degli strumenti diagnostici, abbiamo il dovere di continuare a ricercare il modo di cura più adatto ad un essere umano che cambia con il mutare delle epoche. 

La
Dott.ssa Laura Princivalli sostiene in modo categorico che la terapia via internet è la forma di aiuto psicologico più attuale in linea con il mondo  e con il contesto storico-culturale in cui viviamo. Così considera la psicoterapia online come “la nuova frontiera del cambiamento” e solo a questo tipo di modalità terapeutica si vuole dedicare. Secondo la sua opinione i principali vantaggi della psicoterapia online consistono soprattutto nel risparmio di tempo dato che sono evitati gli spostamenti, nella possibilità di scelta del terapeuta fuori del proprio circondario territoriale e anche di comunque dare regolare continuità alle sedute da parte di persone che hanno spesso necessità di svolgere la propria attività fuori sede, è, inoltre, indispensabile anche per quegli italiani residenti all’estero che desiderino svolgere il trattamento con uno psicoterapeuta della propria madrelingua. 

Interessante l’intervento della Dr.ssa Maria Chiara Conti per la sua doppia veste di Biologa Nutrizionista e di Psicologa inoltre Psicoterapeuta in formazione La dottoressa Conti si è laureata in Scienze Biologiche presso l'Università degli Studi di Milano nel 1991. Nel 1993 ha conseguito l'Abilitazione alla Professione presso l'Università Statale di Pavia. Nel 2012 ha conseguito un master Europeo di Alta Formazione in Nutrizione Nutrifor. Attualmente esercita in libera professione come Nutrizionista nel suo studio privato ma si occupa anche di elaborazione dietologica ottimale per soggetti sani, con patologia accertata, e, inoltre, quelli con intolleranze alimentari. Ha un sito di prenotazione online ma ha narrato come il suo amore per la psicologia e per la psicoterapia sia nato, come sovente accade, a seguito di una sensibilizzazione ad aspetti esistenziali molto pregnanti dal punto di vista psicologico. 

4) La Psicoterapia nel Lavoro d’Équipe Pluridisciplinare 
Il lavoro d’équipe sembra ormai relegato soprattutto nelle sale operatorie mentre sembra tendere a scomparire nelle strutture Psichiatriche Pubbliche e Private salvo isole felici. Innanzitutto manca la formazione al lavoro in rete, multimodale, al gruppo di lavoro e al lavoro di gruppo. Manca la formazione di Gruppo. Nel corso di questo meeting ho sentito riaffiorare tra le scuole di specializzazione la necessità di avvalersi ancor più dello strumento di formazione gruppale, ho sentito il rinascere del “senso dell’équipe” ma forse c’è ancora molto da fare!   

Il Prof. Enrico Prosperi ha illustrato l’ottica dell’Educazione Terapeutica specificando che è erroneo parlare di paziente diabetico, di paziente obeso ecc. dato che l’essere umano non è una malattia ma una persona con diabete, persona con obesità e così via. 
L’educazione terapeutica si rivolge a persone affette da una malattia cronica e pone come elemento indispensabile la creazione di un gruppo di referenti in grado di contribuire tutti a quella che si può chiamare un’attività di formazione attraverso un programma strutturato nel quale è fondamentale la dimensione di relazione d’aiuto nella quale grande rilievo viene dato al mondo esperienziale della persona affetta da una malattia cronica.

La Dott.ssa Antonella Bianco, con un pensiero forte al Seminario Itinerante “L’IMMAGINARIO SIMBOLICO” anche sotto l’aspetto formativo. ci ha raccontato cosa possa significare - in un servizio hard come il Sert dove le persone portano la loro profonda sofferenza cronica legata alla dipendenza patologica da sostanze e il loro doloroso stile di vita e dove anche gli operatori hanno un elevato burn-out per la pesantezza del difficile compito - il potere vedere, attraverso la danza-movimento-terapia da lei introdotta nel Servizio, le persone sorridere, danzare, entrare in relazione con l’altro, interagire e sentire la “carezza della danza-movimento” e come tutta l’équipe possa essere alleviata da questi momenti “come se con la leggerezza di una piuma”. 
La danza-movimento partecipa alle altre fasi del percorso riabilitativo con la profondità della dimensione anima attraverso codici nuovi e tutto ciò porta ad interrogarsi sulle potenzialità di nuovi percorsi a fianco a quelli tradizionali, come il dare voce attraverso il non verbale e il dare spazio all’espressività corporea. Già danzare da soli ci serve a poi danzare in due e poi ancora a danzare con gli altri in cerchio. È il vento, ci ricorda Antonella Bianco, che insegna alle foglie il danzare!

A tutti va il mio più sentito ringraziamento!
14.07.2021 Alfredo Anania                 
                                         

   

 

                                        Sul 2° Meeting sulla Psicoterapia
                                                      
di Alfredo Anania

Questo non è un reportage ma una mia elaborazione necessariamente sintetica relativa alle due Giornate del 2° Meeting sulla Psicoterapia da pochi giorni conclusosi.  Spero che innanzitutto i Relatori, ma anche quanti ritengano di potere offrire un loro contributo, intervengano con un commento o una focalizzazione. 
Devo ammettere che il contesto non abituale della videoconferenza per lo svolgimento di eventi come questo Meeting, nonostante il successo registrato lo scorso Aprile con l’altro evento organizzato in webinar e precisamente la 1a  Convention sulla Psicologia di Comunità centrata sul Community Development, aveva sollevato in me, nei giorni immediatamente precedenti l’inizio, una lieve apprensione circa la piena riuscita dal punto di vista funzionamento generale sia per il  contesto più dinamico e interattivo privo dell’ausilio di immagini e video per sviluppare le impegnative tematiche in programma anche se potevo contare su un elevato numero di autorevolissimi Relatori, sia perché in via sperimentale venivano proposte alcune sessioni gruppali dimostrative tanto della metodica usata quanto della sua possibile applicazione in un assetto di videoconferenza. 
Sabato 13 giugno
dopo il Saluto del Dr. Francesco Fici  Presidente dell’Associazione Medico-Chirurgica Lilybetana e del Dr. Alberto Di Girolamo Sindaco della Città  di Marsala, il Prof. Daniele La Barbera ha trattato su La Psicopatologia Postmoderna e i suoi Riflessi nella Pratica Psicoterapeutica mettendo in evidenza, attraverso un preziosa disamina sui più recenti cambiamenti epocali, come sia necessario confrontarsi dal punto di vista psicoterapeutico con una patologia psichica che risente della solitudine dell’uomo moderno spesso chino e chiuso sul suo smartphone in un mondo sociale che ormai è privo di speranza nel futuro e di utopia. Nel corso della Tavola Rotonda sulle Scuole di Psicoterapia la Prof.ssa Irene Battaglini ha voluto sottolineare le resistenze di diverse Scuole di Psicoterapia ad accogliere e a confrontarsi con le nuove conoscenze e le applicazioni metodologiche più innovative ad opera delle Scuole di Psicoterapia meno ancorate alla tradizione; il Prof Emerito di Psicologia Franco Di Maria ha evidenziato la necessità di una maggiore attenzione, elencandone tutti i punti  indispensabili, al codice normativo che dovrebbe guidare nel loro operare le Scuole di Psicoterapia e l’esigenza di un maggiore rigore metodologico; il Prof. Ivan Formica ha posto l’accento anche sulle gravose incombenze burocratiche che ha riscontrato nel dirigere la sua Scuola di Specializzazione in Psicoterapia; il Prof. Ezio Benelli ha reso noto di essere stato nominato membro di una Commissione istituita presso il MIUR al fine di riordinare tutto il variegato pool di Scuole di Psicoterapia il cui numero appare eccessivo, frastagliato nella moltitudine di indirizzi e in diversi casi senza grande capacità di sostenersi economicamente per l’esiguo numero di iscritti. Un altro argomento dibattuto nel corso della Tavola Rotonda è stato quello relativo al problema dello sganciamento del percorso di “analisi personale” dello specializzando dall’ambito istituzionale della Scuola di Psicoterapia di appartenenza. Nella sessione dedicata ai Nuovi Modelli Psicoterapeutici il Prof. Giuseppe Rombolà Corsini ha presentato un ben riuscito percorso terapeutico di psicodramma per pazienti psichiatrici ospiti di una CTA che ha condotto, a causa della pandemia, attraverso una piattaforma di videoconferenza. Il Dott. Enrico Prosperi ha illustrato le tecniche di Psicoeducazione “di terza generazione” ad opera di un’équipe plurispecialistica capace di aiutare nel caso, ad esempio, di pazienti obesi i soggetti partecipanti a “mangiare bene” e a perdere peso non attraverso tecniche prescrittive ma attraverso un modello esperienziale che tende ad accrescere l’autoefficacia della persona anche potenziandone la capacità di riscoprire il piacere di mangiare e di cosa mangiare con il ritrovare il gioco dei cinque sensi, il superare i sentimenti di colpa per gli errori alimentari ma evitando al contempo per quanto possibile di ripeterli. La Dott.ssa Alessia Maccarone ha presentato una Psicoterapia di Gruppo secondo un modello integrato con la Gestalt Analitica condotta in collaborazione con la Dott.ssa Francesca Andronico e riservata a soggetti affetti da disturbi correlati a sostanze e da disturbo da gioco d’azzardo. Nella sessione dedicata alla Psicoterapia Online il Prof. Ezio Benelli ha illustrato le diverse problematiche legate a questo settore relativamente nuovo comprese le modalità e i tempi di pagamento e i cambiamenti che subisce la relazione terapeutica dal momento in cui terapeuta e paziente non si incontrano vis a vis di persona. Certamente la psicoterapia online, resasi strumento indispensabile a poter continuare le psicoterapie in corso al tempo della pandemia da Covid-19, ha conosciuto nuovo impulso. La Prof.ssa Vanna Berlincioni ha riferito su alcuni casi da lei trattati nei quali attraverso il collegamento online i pazienti avevano avuto il piacere di mostrare alla psicoanalista le stanze della propria casa o anche qualcuno dei propri familiari che si trovava in casa in quel momento; pure interessante che alcuni suoi pazienti avessero voluto conservare anche online la posizione sdraiata nel lettino senza vedere l’analista come se stesse dietro nella sua postazione in piattaforma. Io ho fatto presente che il sito www.psychonline.it lo avevo varato già nel 2014 e ho sottolineato  di avere predilezione per l’audiochat per il fatto che la mancanza di altri stimoli sensoriali, soprattutto quelli visivi, durante la seduta online secondo la mia esperienza aiutavano a realizzare quella parziale sensory deprivation che consente di raggiungere una reciproca profonda full immersion tra psicoterapeuta e analizzando e, inoltre, per il fatto che il “non potere “guardarsi” sia reciproco”, venga garantita una dimensione maggiormente paritaria tra analista e paziente.  
Domenica 14 giugno
nella sessione riguardante La Relazione d’Aiuto il Presidente dell’Ordine Professionale degli Assistenti Sociali Regione Sicilia Dott. Giuseppe Graceffa, dopo aver portato il saluto del suo Ordine ha illustrato i principi basilari del Nuovo Codice Deontologico dell’Assistente Sociale (anno 2020) figura professionale alla quale viene chiesto sempre più di potenziare il suo ruolo di garante dei diritti umani, dello sviluppo sociale e, inoltre, di sapere attenersi alla rivisitata regolamentazione deontologica nel lavoro autonomo e consulenziale.  La Dott.ssa Moira Casella ha illustrato un ben riuscito lavoro d’équipe pluridisciplinare in un contesto istituzionale della sua Isola.  La Coach BIGS Valentina Vinci Orlando ha spiegato come la sua opera si configuri sostanzialmente nell’essere una guida centrata sulla soluzione di specifici problemi della persona che Le si rivolge, ritiene pure possibile in determinati casi che la persona venga seguita contemporaneamente da uno psicoterapeuta. Anche il Dott. Alessandro Anania ha sottolineato che la sua attività di coaching ha una funzione di guida, ma che nel suo modello non è previsto l’eventuale co-intervento di psicoterapeuti.  A fine mattinata il “Momento di danza-movimento-terapia” ha riservato una profonda emozione attraverso la conduzione della Dott.ssa Antonella Bianco la quale trovandosi nell’Isola di Marettimo ha avuto l’idea di condurre il gruppo, collegato in videoconferenza, da dentro una grotta in riva al mare con il fruscio delle onde che facevano da sottofondo musicale; la danza non c’è stata ma il movimento creativo delle mani dei partecipanti che al momento al termine dell’esperienza si sono riunite simbolicamente in un entusiastico abbraccio ha offerto degna finale cornice all’unicità assoluta del contesto. Nella sessione L’Integrazione Psicofarmaco-Psicoterapeutica la Dott.ssa Chiara Bandecchi ha illustrato in modo estremamente chiaro e convincente il suo modo dolce nel trovare, attraverso una scaletta di dosaggio progressivamente crescente, la dose minima di psicofarmaco che aiuti il paziente a stare meglio, avendo cura di assicurarsi preventivamente la piena compliance terapeutica del paziente in modo tale che l’introduzione del farmaco in una relazione prevalentemente psicoterapeutica rappresenti un “buon latte” che aiuti la persona che vive il disagio psicoemotivo. Nella sessione pomeridiana  Formazione e Psicoterapie di Gruppo (dimostrazioni applicative)  io mi sono cimentato in una edizione sperimentale (dato il setting di videoconferenza) di conduzione di Gruppo Balint che notoriamente è un gruppo centrato sulla relazione d’oggetto professionale e, pertanto, non comporta alcuna psicoanalisi dell’operatore ma unicamente del suo operato a partire dalla esposizione di un caso, Il gruppo ha fatto conoscere ai partecipanti la valenza di questo modello di formazione a partire da un caso estremamente interessante e complesso portato in gruppo dall’attenta Dott.ssa Moira Casella.
Il secondo modello, sperimentale nella sua applicazione in un setting di videoconferenza, il Gruppo Esperienziale Bioniano è
un gruppo autocentrato su se stesso, il gruppo si analizza quale contesto collettivo e il singolo partecipante può comprendere meglio e potenziare il suo Self sociale, nessuna psicosanalisi in gruppo del partecipante ma la possibilità esperienziale di vivere l’Altro nel gruppo e di cogliere l’influenza del “group mind” il modo di rispecchiarsi e meglio apprendere se stesso nella propria dimensione sociale e, pertanto, nel  proprio processo di individuazione rispetto alla psiche sociale; anche quest’ultima esperienza si è dimostrata significativa e il soddisfatto plauso finale sorridente con il quale ci siamo salutati ne è stata la prova più evidente. 
Grazie a tutti i relatori ed anche per la partecipazione a Raffaella Anania, Nino Sammartano, Angela Mona, Deborah Demana, Delia Garziano, Francesco Licari, Marianna Bello, Sofia Calamai, Valentina Milazzo, Claudia Sicali, Alessandra Lo Ricco, Chiara Mannone, Federico Benintesi.   
26.06.2020